Ritorno prima del previsto a Buenos Aires e mi alloggio nel quartiere di San Telmo. Qui le facciate di molti palazzi e gli antichi caffè mi riportano ad un immagine romantica e letteraria che ho della città. Pranzo nel caffè La Poesia, dove le foto di famosi scrittori argentini, e non solo, e le poesie incorniciate sulle pareti fanno pensare ad un epoca di fervore letterario. Questo caffè fu aperto nel 1982 e negli anni 80 divenne la sede di incontro per scrittori ed intellettuali che celebravano qui il ritorno alla democrazia. Anche il piano che ha suonato antichi tanghi é degli anni venti. La poesia scritta dal poeta uruguaiano Horacio Ferrer, noto soprattutto per aver scritto i testi di alcuni tanghi di Astor Piazzola, testimonia un incontro d'amore avvenuto qui con la sua Lulu.
Passo il sabato pomeriggio a passeggiare per San Telmo, tra i negozietti alternativi, il mercato di antiquariato ed i turisti del fine settimana.
La sera invece vado a mangiare insieme ad una bulgara che ho conosciuto in ostello nel Bar El Federal, fondato nel 1864. La serata scorre veloce mentre chiacchieriamo, ammiriamo il bancone in stile liberty ed ascoltiamo una vecchia signora, che per rimediare qualche spicciolo canta un paio di tanghi. L'atmosfera é nostalgica e rilassata tra la gente del quartiere ed i pochi turisti. Sará perché é un orario argentino per cenare. O forse per il forte temporale estivo che va avanti per un paio d'ore, mentre accompagnamo il piatto di ravioli con un buon malbec.
All' una e mezza tutti a nanna.
No, non è che ci siamo scolate questi bottiglioni. Fanno parte dell'arredo del bancone. Qui le bottiglie di Fernet Branca e di Cynar non mancano mai. La cosa piu strana é che il Fernet é molto popolare soprattutto tra i giovani, che lo bevono mischiato alla Coca Cola. Alcuni mi hanno detto che é la loro bevanda nazionale, dopo il mate naturalmente.











«En esto, se me ocurrió que aquella mujer era mi madre de hace doscientos años en Inglaterra, y que yo era su hijo, un salteador de caminos (...) Me parecía que me asaltaban un montón de recuerdos que me llevaban a 1750, a Inglaterra, y que estaba en San Francisco en otra vida y en otro cuerpo (...) Y durante un momento llegué al punto del éxtasis al que siempre había querido llegar; a ese paso a través del tiempo cronológico camino de las sombras sin nombre.»
RispondiElimina—Jack Kerouack
¿Que libro de Kerouack es esto?
Elimina«On the road» part II - cap. X
RispondiEliminaGracias Pedro. Tengo que releerlo, además en ingles.Seguro lo voy a encontrar en un charity shop en Englaterra y estará rebarato...como dirían acá : )
RispondiEliminaMolto benvenuti in Argentina e Sudamerica amici italiani! Ce ne sono posti fantastici e della fauna autoctona splendida. Cibo squisito e vini distinti. Ma soppratutto ce ne sono delle persone amichevoli che vi farano sentire benvenuti. Visitate il mio sito web dove troverete delle dritte in italiano: https://www.argtour.com/index-it.html
RispondiEliminaBuon viaggio!