Passo la mattinata nel parco. Dal cammino sul bordo della laguna vedo un cervo di Iberá che riposa al sole e mi tiene sott' occhio ma quasi si mette in posa per la foto. Piu in lá una famiglia di capibaras, madre, padre e piccolino pascolano nelle acque basse della laguna, apparentemente ignorandomi. Mi tengo a distanza e mi godo la scena come stessi vedendo dal divano un documentario di National Geographic.
Rifaccio il Camino de los Monos per vedere se sono piú fortunata del giorno prima ma neanche questa volta le scimmie si fanno vedere. Peró camminare sotto questi alberi tropicali, seguire da sola il sentiero indicato (il guardiaparchi mi ha detto che é impossibile perdersi) ha del magico: mi sento un Artemide nella foresta, a caccia di scimmie nascoste tra i rami alti, aguzzo le orecchie ad ogni piccolo fruscio di foglie ma l'unico rumore é quello dei miei passi sul selciato.
Di ritorno al villaggio dopo una camminata estenuante sotto il sole vado a mangiare alla Posada San Marco una bistecca troppo cotta e con troppo grasso per i miei gusti; per la gioia del cagnolino che mi ha puntata da quando mi sono seduta al tavolo.Poi é tempo della siesta, ma mi faccio prendere la mano e dormo per tre ore. Non sento neanche la signora dell' Hospedaje Los Amigos dove alloggio, che bussa alla porta perché le francesi sono venute a cercarmi. Cosí mi perdo l'escursione in barca delle cinque del pomeriggio. Al risveglio mi dirigo verso il camping comunale e per strada incontro un tedesco in cerca di qualcuno che parli inglese e andiamo insieme verso il centro informazioni turistiche, all' ingresso del villaggio. Finiamo per passare il resto del pomeriggio a chiacchierare nel camping mentre ammiriamo le numerose specie di uccelli che ci cinguettano e svolazzano intorno ed aspettiamo il tramonto che dal camping, ci hanno detto, é una vista imperdibile. Poco prima del tramonto ritorna la barca con le francesi e concordiamo la partenza il giorno dopo per Posada.
La serata scorre via piacevolmente con il servizio eccellente di Lucas, tra un bicchiere di Malbec e l'altro. Finiamo per chiacchierare anche con la coppia seduta ad un altro tavolo, che avevo visto a pranzo al San Marco. Lei di Buenos Aires e lui Israeliano, con il piccolo Simon di dieci mesi. Si sono incontrati in Messico e lui si é poi trasferito a Buenos Aires da tre anni ed ha aperto un ristorante vegetariano di falafel che, dice, sta andando molto bene ed é a pochi passi dall' obelisco.





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