Il viaggio sulla strada di terra rossa e fangosa é un avventura che farebbe felice mio fratello Michele. Io dopo due ore di musica cumbia scenderei volentieri per mettermi al fresco sotto uno degli abeti che punteggiano i campi ad ascoltare le cicale, insieme alle mucche ed ai cavalli che sembrano felici; penso piú felici di quelli che affollano le megastalle europee.
Ad un crocevia due gauchos stanno bruciando l' erba sul bordo di un rancio. Non faccio in tempo a scattargli una foto; ad ogni modo nella macchina traballante dubito sarei riuscita a metterli a fuoco. Ma mi piacciono i loro cappelli neri di falda larga ed i loro cinturoni di cuoio e tessuto colorato, lavorato dagli artigiani locali, i loro stivali di cuoio che saranno caldi sotto questo sole, ma necessari per lavorare con il bestiame nei campi.
Nelle quattro ore di viaggio lungo questa strada adatta a cavalli e trattori in nessun punto il filo spinato smette di delimitare il territorio tra un rancio immenso e l'altro. Solo gli ibis, gli aironi argentati, i falchi e gli innumerevoli altri uccellini che si liberano in volo al passaggio del fuoristrada possono ignorare questi confini imposti dall'uomo. In alcuni pantani i cavalli sguazzano lucenti sotto il sole nelle acque fertili, assorti nei loro giochi o forse nei loro rituali amorosi.
Alla cumbia si alterna il chamamé, che é la musica del Nord-Est argentino, ma io nel mio immaginario turistico avrei preferito un tango di Piazzolla come colonna sonora a questo paesaggio da cartolina argentina.
Posada é una cittadina della provincia di Missiones che costeggia il Rio Paraná, dall'altra parte del fiume si vede il Paraguay. Nelle strade grandi i miei piedi, nei sandali ancora sporchi di fango rosso, hanno giá nostalgia delle strade argillose dell' Esteros de Iberá; dei cavalli che pascolavano liberi lungo i bordi; dei cinguettii rumorosi che al tramonto erano presto sostituiti dai crá crá delle rane; del cicaleccio stridente di cicale che arrancavano come motoseghe nel pomeriggio estivo.
Con Coraline e sua madre ci rincontriamo sulla Costaneda, il lungofiume trafficato dai locali che approfittano del fresco della sera per correre o per mangiare gelato a chili, in coppe di polistirolo che da noi si userebbero per portarsi il gelato a casa. Anche le porzioni di gelato qui sono grandi.



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