Dopo una notte di lotta con le zanzare e cercando con i tappi nelle orecchie di rimediare al rumore dell'aria condizionata ho passato la prima notte nell' Hostel Gitanes. Verso mezzanotte una pioggia torrenziale che batte con forza sul tetto si é aggiunta al concerto.
Alle cinque mi sono svegliata sconfitta: hanno vinto le zanzare, nello specchio mi son vista la fronte ed un occhio gonfio per i morsi. Visto che ho recuperato il sonno perduto decido di mettermi in cammino per poter prendere il micro che va a Colonia Pellegrini e non dover aspettare quello delle 3 del pomeriggio.
Mercedes é un villaggio gaucho della provincia di Corrientes. I cartelli lungo la strada dicono che questa é una zona di risaie. Lungo la Avenida San Martin la maggior parte dei negozi vende prodotti agricoli e veterinari ed accessori di cuoio per i gauchos locali.
(Il gaucho é la versione argentina del cowboy dell'America del nord).
l' unica ragione per un turista di venire a Mercedes é perché é il punto di accesso verso Colonia Pellegrini e la riserva naturale dell' Estero de Iberá. Infatti le poche frasi che ho scambiato con la gente di Mercedes sono state domande per appurare se ci ero giá stata o se stavo per andarci.
Il tempo a Mercedes sembra scorrere ad un ritmo piú lento. Ci sono arrivata di domenica mattina dopo essere partita alle 10:30 della sera prima da Buenos Aires. Ho dormito fino a mezzogiorno e la calura estiva mi ha poi scoraggiato ad uscire fino alle cinque del pomeriggio. Ma anche a quell'ora non ho trovato nessun negozio o bar aperto. Mi é venuto mal di testa forse per l'aria condizionata del bus notturno o perché non avevo mangiato nulla. Mi sono buttata nella prima gelateria aperta che ho trovato aperta per chiedere un frappé, avevo bisogno di zuccheri. Per le strade deserte passano solo ragazzi o ragazze sulle loro moto, alcune con figli piccoli appiccicati al manubrio.
Lunedi mattina piove ancora ed devo percorrere a piedi tutta l'Avenida San Martin per andare alla stazione degli autobus. Non ho preso un taxi perché prima dovevo passare per un bancomat a ritirare un pó di contanti, visto che a Colonia Pellegrini non ci sono bancomat e dubitavo accettassero carte di credito. Fuori dalle due banche che ho passato c'era una fila di gente che aspettava che aprissero. All' uscita dal bancomat mi sono confusa ed ho preso un altra strada, cosí ho prolungato ulteriormente la camminata con zaino in spalla.
Nel minibus per Mercedes l'autista Daniel mi porta dal gommista per cambiare una ruota prima che arrivino le altre turiste da Buenos Aires. Per fortuna si é accorto che una ruota é bucata prima di partire, visto che mi dice che dei 120 chilometri che dovremo percorrere per Colonia solo 35 sono asfaltati e la pioggia torrenziale della notte precedente rallenterá il viaggio.
All' ufficio informazioni turistiche mi hanno detto che non é possibile andare da Colonia Pellegrini a Posadas e che dovró necessariamente ritornare a Mercedes e passare per Passo de los Libres o per Corrientes. Il territorio non é mai liscio e logico come appare su una mappa.
Daniel Ortiz é un chiacchierone e mi mostra lungo la strada gli animali della riserva in quello che dice é un aperitivo per il turista della riserva. Prima ancora di arrivare a Colonia ho già visto caimani, capibaras, cervi di Iberá dal caratteristico colore arancione ed uccelli acquatici di vari colori e dimensioni. Il piú grande sembra una cicogna ma ha un collo rosso ed un becco da pellicano; quando si alza in volo ha un apertura alare di due metri; si chiama Yabirú.
Piú tardi, al Destino Iberá, unico ristorante che sembra essere aperto a Colonia ritrovo le due francesi, madre e figlia, che viaggiavano con me nel minibus. Chiacchieriamo un pó: anche loro vogliono andare a Posadas e ad Iguazú, ma hanno fretta perché la madre ha solo pochi giorni di ferie, la ragazza invece passerá sei mesi in Argentina.
Dopo un piatto di tagliolini al sugo fatti in casa e un bicchiere di rosso sono pronta per la siesta. Mi risveglio alle 3 con i cinguettii tropicali di varie specie di uccelli e vado a passeggiare sulla strada di accesso per Pellegrini dove c'é un centro di informazioni sulla riserva. Provo a fare il percorso delle scimmie mentre il cielo minaccia ancora pioggia. Non vedo nessuna scimmia. Nella foresta lungo il percorso tracciato provo a memorizzare i nomi di alcune delle piante ma mi é impossibile ricordarle qui ora, molte sono in lingua guaraní.
Quando il temporale comincia sono già di ritorno al centro informazioni e ne approfitto per vedere un filmato che racconta la storia dei 30 anni del progetto di conservazione della riserva dell' Iberá.
La pioggia ha quasi smesso quando esco dal centro e lungo la strada di ritorno ritrovo le francesi. Si sono informate sulle alternative per andare a Posadas e mi propongono di condividere un catcat, che non so esattamente cosa sia, probabilmente un fuoristrada. Quel che importa é che per meno di 70€ a testa potremo andare direttamente a Posadas senza dover ritornare a Mercedes. Ci guadagno un giorno di viaggio e soprattutto evito di partire alle 3:45 della notte su un bus per Paso de los Libres e poi da li a Posadas.Tutto questo mi ricorda Serrat: 《Caminante no hay camino, se hace camino al andar..》
Mercedes é un villaggio gaucho della provincia di Corrientes. I cartelli lungo la strada dicono che questa é una zona di risaie. Lungo la Avenida San Martin la maggior parte dei negozi vende prodotti agricoli e veterinari ed accessori di cuoio per i gauchos locali.
(Il gaucho é la versione argentina del cowboy dell'America del nord).
l' unica ragione per un turista di venire a Mercedes é perché é il punto di accesso verso Colonia Pellegrini e la riserva naturale dell' Estero de Iberá. Infatti le poche frasi che ho scambiato con la gente di Mercedes sono state domande per appurare se ci ero giá stata o se stavo per andarci.
Il tempo a Mercedes sembra scorrere ad un ritmo piú lento. Ci sono arrivata di domenica mattina dopo essere partita alle 10:30 della sera prima da Buenos Aires. Ho dormito fino a mezzogiorno e la calura estiva mi ha poi scoraggiato ad uscire fino alle cinque del pomeriggio. Ma anche a quell'ora non ho trovato nessun negozio o bar aperto. Mi é venuto mal di testa forse per l'aria condizionata del bus notturno o perché non avevo mangiato nulla. Mi sono buttata nella prima gelateria aperta che ho trovato aperta per chiedere un frappé, avevo bisogno di zuccheri. Per le strade deserte passano solo ragazzi o ragazze sulle loro moto, alcune con figli piccoli appiccicati al manubrio.
Lunedi mattina piove ancora ed devo percorrere a piedi tutta l'Avenida San Martin per andare alla stazione degli autobus. Non ho preso un taxi perché prima dovevo passare per un bancomat a ritirare un pó di contanti, visto che a Colonia Pellegrini non ci sono bancomat e dubitavo accettassero carte di credito. Fuori dalle due banche che ho passato c'era una fila di gente che aspettava che aprissero. All' uscita dal bancomat mi sono confusa ed ho preso un altra strada, cosí ho prolungato ulteriormente la camminata con zaino in spalla.
Nel minibus per Mercedes l'autista Daniel mi porta dal gommista per cambiare una ruota prima che arrivino le altre turiste da Buenos Aires. Per fortuna si é accorto che una ruota é bucata prima di partire, visto che mi dice che dei 120 chilometri che dovremo percorrere per Colonia solo 35 sono asfaltati e la pioggia torrenziale della notte precedente rallenterá il viaggio.
All' ufficio informazioni turistiche mi hanno detto che non é possibile andare da Colonia Pellegrini a Posadas e che dovró necessariamente ritornare a Mercedes e passare per Passo de los Libres o per Corrientes. Il territorio non é mai liscio e logico come appare su una mappa.
Daniel Ortiz é un chiacchierone e mi mostra lungo la strada gli animali della riserva in quello che dice é un aperitivo per il turista della riserva. Prima ancora di arrivare a Colonia ho già visto caimani, capibaras, cervi di Iberá dal caratteristico colore arancione ed uccelli acquatici di vari colori e dimensioni. Il piú grande sembra una cicogna ma ha un collo rosso ed un becco da pellicano; quando si alza in volo ha un apertura alare di due metri; si chiama Yabirú.
Piú tardi, al Destino Iberá, unico ristorante che sembra essere aperto a Colonia ritrovo le due francesi, madre e figlia, che viaggiavano con me nel minibus. Chiacchieriamo un pó: anche loro vogliono andare a Posadas e ad Iguazú, ma hanno fretta perché la madre ha solo pochi giorni di ferie, la ragazza invece passerá sei mesi in Argentina.
Dopo un piatto di tagliolini al sugo fatti in casa e un bicchiere di rosso sono pronta per la siesta. Mi risveglio alle 3 con i cinguettii tropicali di varie specie di uccelli e vado a passeggiare sulla strada di accesso per Pellegrini dove c'é un centro di informazioni sulla riserva. Provo a fare il percorso delle scimmie mentre il cielo minaccia ancora pioggia. Non vedo nessuna scimmia. Nella foresta lungo il percorso tracciato provo a memorizzare i nomi di alcune delle piante ma mi é impossibile ricordarle qui ora, molte sono in lingua guaraní.
Quando il temporale comincia sono già di ritorno al centro informazioni e ne approfitto per vedere un filmato che racconta la storia dei 30 anni del progetto di conservazione della riserva dell' Iberá.
La pioggia ha quasi smesso quando esco dal centro e lungo la strada di ritorno ritrovo le francesi. Si sono informate sulle alternative per andare a Posadas e mi propongono di condividere un catcat, che non so esattamente cosa sia, probabilmente un fuoristrada. Quel che importa é che per meno di 70€ a testa potremo andare direttamente a Posadas senza dover ritornare a Mercedes. Ci guadagno un giorno di viaggio e soprattutto evito di partire alle 3:45 della notte su un bus per Paso de los Libres e poi da li a Posadas.Tutto questo mi ricorda Serrat: 《Caminante no hay camino, se hace camino al andar..》





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